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Saranno alcuni
prestigiosi eventi speciali ad inaugurare la
17ma edizione di Trieste Film Festival, in
programma dal 19 al 26 gennaio 2006 (Cinema
Excelsior, Sala Azzurra, Cinema Artiston e
Teatro Miela), e ormai riconosciuta come la
più ricca e articolata manifestazione
festivaliera italiana espressamente dedicata
alle cinematografie dell’Europa
centro-orientale, e oltre. Organizzato
dall’associazione Alpe Adria Cinema, e
diretto da Annamaria Percavassi, il Festival
si fa a suo modo interprete delle
trasformazioni epocali che in questi ultimi
quindici anni hanno attraversato l’Europa,
presentando uno sguardo approfondito su
questa Nuova Europa, reduce dalla lunga
guerra nei Balcani e ancora al centro di
scontri e inquietudini.
Giovedì 16 gennaio il Festival sarà
inaugurato (ore 20.00) dal film
“Odgrobadogroba” (Di tomba in tomba), una
coproduzione croato-slovena del
‘regista-rivelazione’ di quest’anno, il
lubianese Jan Cvitkovič. Il film ha vinto
l’ultimo festival di Cottbus in Germania, si
è aggiudicato il Premio per il miglior
regista emergente a San Sebastian e due
riconoscimenti all’ultimo Torino Film
Festival: miglior film (ex-aequo) e miglior
sceneggiatura.
Sempre nella stessa serata, attesissima a
Trieste la proiezione, in anteprima
italiana, dell’ultimo film di Márta Mészáros,
A temetetlen halott (L’insepolto Ungheria –
Polonia – Slovacchia 2004 ), sulla vita di
Imre Nagy. Nel cinquantenario dei fatti di
Ungheria del ’56, il film cerca di gettare
luce sulla vita del primo ministro
ungherese, iniziando la narrazione dai fatti
dal 1956 fino alla sua esecuzione, e
continuando il racconto fino ai giorni
nostri. Márta Mészáros, la cineasta più
celebre d’Ungheria e una delle registe più
note a livello internazionale, sarà ospite
del festival.
Ma l’avvio di questa 17.ma edizione sarà
anche l’occasione per il primo ricordo
dedicato a Silvan Furlan, scomparso
prematuramente nell’aprile di quest’anno. Un
acuto critico cinematografico sloveno,
studioso appassionato, cinetecario, nonché
sceneggiatore fecondo e regista che è stato
tra i fondatori di Alpe Adria Cinema e tra i
più attivi e tenaci sostenitori del Festival
in tutti questi anni. “E’ stato un grande
amico, che ha creduto nella nostra
manifestazione, l’ha fondata assieme a noi,
ha fatto sempre parte del nostro comitato
scientifico e sarebbe contento di trovare
inserito nel concorso il lungometraggio
sloveno che ha fatto in tempo a vedere e
apprezzare”, sottolinea il direttore
artistico Annamaria Percavassi.
Un ulteriore un evento speciale targato
Slovenia, il concerto degli Srečna mladina,
concluderà la lunga serata inaugurale del
Festival nell’ambito di Immagini, la sezione
dedicata alla multimedialità - organizzata
in collaborazione con Bonawentura/Miela next.
Alle proposte della giornata di apertura si
affiancano, quest’anno, numerosi omaggi ed
eventi speciali. Primo fra tutti Rossellini
anno 100: nel centenario della nascita un
ricordo dedicato a Roberto Rossellini alla
presenza della figlia Ingrid, che sarà al
festival per un incontro-racconto sulla vita
del padre (martedì 24, ore 17.30. Cinema
Ariston). Nel corso del festival saranno
proiettati alcuni dei film di Rossellini più
amati dalla figlia, come Paisà, Francesco
giullare di Dio e Viaggio in Italia.
L’omaggio triestino sarà anche l’occasione
per la presentazione ufficiale di tutti i
progetti che la Fondazione Rossellini
proporrà nel 2006 in ricordo del padre del
neo-realismo.
Molto atteso, inoltre, tra gli eventi
speciali anche il film SOLIDARNOŚĆ,
SOLIDARNOŚĆ… (Polonia 2005), realizzato in
occasione del venticinquesimo anniversario
della nascita dell’omonimo sindacato. I
maggiori registi polacchi (tra gli altri
Krzysztof Zanussi a Juliusz Machulski,
Andrzej Jakimowski, Jan Jakub Kolski, Piotr
Trzaskalski) hanno partecipato a questa
produzione nata per ricordare gli eventi che
si sono succeduti nell’agosto del 1980. Ogni
regista ha contribuito al progetto con un
corto di 10 minuti, alla base un intento
comune: mostrare il fenomeno Solidarność,
che al tempo è riuscito in un’impresa
irripetibile, riunire in un’unica anima 10
milioni di polacchi.
Da segnalare anche l’evento di chiusura del
Trieste Film Festival con l’eccezionale
anteprima italiana di “Senza destino” (Sorstalanság
– Fateless. Gemania, Gran Bretagna, Ungheria
2005), esordio alla regia di Lajos Koltai,
notissimo direttore della fotografia del
cinema internazionale (“Being Julia, “La
leggenda del pianista sull’oceano”,
candidato all’Oscar per “Malena”, di
Giuseppe Tornatore ...). La pellicola è
tratta dal commovente e profondo romanzo
sull’olocausto del Premio Nobel per la
Letteratura (2002) Imre Kertész (“Essere
senza destino” ed. Feltrinelli), che firma
anche la sceneggiatura del film. Senza
destino – che sarà nelle sale italiane da
venerdì 27 gennaio – dopo essere stato in
concorso al Festival di Berlino è adesso
candidato all’European Film Academy Award
per la Miglior fotografia europea e per la
Miglior musica da film europea, composta da
Ennio Morricone. Sempre in anteprima
nazionale sarà presentato anche un inedito
“dietro le quinte” girato dalla critica
cinematografica ungherese Klára Muhi durante
le fasi della lavorazione del film:
Sorstalanság Werk (Sorstalanság dietro le
quinte), che documenta alcuni momenti
decisivi di questa produzione. Nel bel
documentario compaiono, tra i molti altri,
anche Ennio Morricone e lo stesso Kertés
Il fascino del viaggio e del viaggiare –
reale o simbolico – e le sue molteplici
suggestioni, costituiscono un’ideale fil
rouge del Festival, su cui si muovono molte
delle opere proposte nell’ambito delle tre
sezioni competitive, lungometraggi,
cortometraggi e documentari. Quella che esce
dall’occhio di molti dei registi presenti
quest’anno a Trieste è l’immagine di un
Europa in cammino: un simbolico viaggiare
attraverso i cambiamenti che hanno
trasformato questi Paesi nell’ultimo
decennio, o un viaggio reale che documenta
l’esplorazione di tutta un’area. Anche il
tema del dopo-guerra e la ricostruzione dei
Balcani, una regione ormai dimenticata dai
media italiani e internazionali, ritorna con
prepotenza nei film di alcuni tra i migliori
registi dell’area
Undici quest’anno i lungometraggi in
concorso, quasi tutti in anteprima italiana:
un prezioso ‘spaccato’ della migliore
produzione est europea del 2005,
pluri-premiata in numerose manifestazioni
internazionali. Molto attesa l’anteprima di
Moartea domnului Lazarescu (La morte del
signor Lazarescu) di Christi Puiu, vincitore
all’ultimo Festival di Cannes della sezione
“Un Certain Regard”. Un film potente,
asciutto, indelebile come tutte le opere
lucidamente disincantate, sulla morte e
sulla malattia, primo capitolo di un
progetto complessivo di sei film ambientati
nella periferia di Bucarest. Presente al
festival anche la prima produzione
indipendente kosovara, Kukumi, del regista
Isa Qosja, che si è aggiudicato il premio
speciale della giuria all’ultimo Sarajevo
Film Festival. A fény ösvényei (I percorsi
della luce), segna, invece, l’esordio dell’ungherse
Attila Mispál: un film inquietante, estremo,
crudele - eppure aperto alla speranza –
premiato come Miglior opera prima all’ultima
edizione della Settimana del Cinema di
Budapest. Anteprima italiana anche per
l’ultimo lavoro del regista sloveno Damjan
Kozole, già ospite del Trieste Film
Festival, che in Delo osvobaja (Il lavoro
rende liberi) affronta alcuni problemi di
disoccupazione legati all’entrata della
Slovenia nell’Unione Europea. In concorso
anche l’opera premiata come Miglior film
all’ultimo Sarajevo Film Festival, Leidi zi
(La signora Zi) del bulgaro Georgi Djulgerov,
incentrata sul dramma dell’abbandono dei
bambini. E’ imperniato sul tema
generazionale il progetto che ha accomunato
sei giovani promettenti registi dell’Europa
dell’Est - Stefan Arsenijević, Nadeja Koseva,
Mait Laas, Kornél Mundruczó, Christian
Mungiu, Jasmila Žbanić – che hanno
realizzato quattro lavori di fiction e un
documentario, cuciti assieme da un film di
animazione, confluiti in un unico
lungometraggio, Lost and found. Six Glances
of a Genaration (Persi e ritrovati. Sei
sguardi su una generazione). Un’inedita
quanto immaginifica Parigi fa da sfondo al
film di Piotr Trzaskalski Mistrz (Il
maestro), mentre è ambientato in un piccolo
paesino rumeno sul delta del Danubio la
coproduzione svizzero-rumena Ryna, di
Ruxanda Zenide, vincitrice del premio
speciale della giuria all’ultimo
Filmfestival di Cottbus. Ancora in anteprima
italiana Schläfer (Il dormiente)
lungometraggio d’esordio di Benjamin
Heinesberg, anch’esso presente all’ultimo
Festival di Cannes. E’ una commedia sociale
caratterizzata da una peculiare vena
ironica, l’ultima fatica di un regista
slovacco, già noto e apprezzato dal pubblico
triestino, Martin Šulík, presente con
SLUNEČNĺ STÁT aneb hrdinové dělnické třídy
(La città del sole o gli eroi della classe
operaia). Da segnalare, infine, Stesti
(Qualcosa come la felicità) del ceco Bohdan
Sláma, premiato all’ultimo Festival di San
Sebastian e candidato per la Repubblica Ceca
all’Oscar per il Miglior film straniero. In
giuria Andrea Fornari (Italia), Judit Pintér
(Ungheria) e Jelka Stergel (Slovenia).
Il Concorso Internazionale Cortometraggi,
Premio Laboratorio Mediterraneo, propone,
invece, diciannove opere prodotte negli
ultimi due anni, provenienti da 13 paesi.
“La selezione, come di consueto, si avvale
della presenza delle migliori produzioni
uscite dalle Scuole di Cinema e Belle arti
dell'area geografica indagata dal Festival”
ricorda Tiziana Finzi, curatrice della
sezione. Da segnalare due eventi speciali
della sezione, che accorpano corti diretti
da autori di diverse nazionalità: BALKAN
BLUES (Bosnia, Macedonia, Serbia, Croazia) -
un progetto di Rada Šešić incentrato su una
nuova generazione di giovani registi che
stanno rielaborando con successo il cinema
d’autore - e la serie BETWEEN EUROPE AND
MIDDLE EAST (Francia, Belgio, Giordania), un
progetto di Germana Jaulin nato nell’ambito
del premio “Art visuels 2004”, un concorso
sul tema dell’ “incontro”, rivolto a giovani
registi europei e del Medio Oriente. La
giuria dei cortometraggi è composta da Lucia
Rikaki (Grecia), Heinz Hermanns (Germania) e
Gloria De Antoni (Italia).
“Premio Alpe Adria Cinema” concorso
internazionale documentari. Anche quest’anno,
dopo il grande successo della scorsa
edizione, Fabrizio Grosoli cura il Concorso
riservato ai documentari. “E’ ormai del
resto una tendenza internazionale
consolidata quella dell’affermarsi del
documentario narrativo e d’autore – ricorda
Grosoli - non più quindi documentario come
reportage o inchiesta giornalistica, ma come
racconto del reale, come approfondimento
necessario della realtà in cui viviamo
attraverso storie esemplari ed appassionanti
quanto e più della fiction”.
Presenti 17 titoli in concorso di formati e
durate diverse (corti, medi e
lungometraggi). Ma oltre al concorso è
presente anche una sezione speciale: a
distanza di 15 anni dall’inizio di quel
tragico evento che è stata la guerra nell’ex-Jugoslavia
vengono presentati alcuni documenti
eccezionali: 2 film di produzione croata
(con partecipazione serba), uno sulla
definitiva ricostruzione dell’eccidio di
Srebrenica (Izvan razumne sumnje - Al di là
di ogni ragionevole dubbio) e l’altro sulle
atrocità commesse nella prigione di Lora a
Spalato (Lora. svjedočanstva - Lora.
testimonianze), ma anche una serie TV
tuttora “in progress” che è già stata
considerata come uno degli avvenimenti
televisivi di questi anni. Ha per titolo
Videoletters e in ogni episodio racconta
storie di persone comuni separate dai nuovi
confini, fisici e mentali, imposti dalla
guerra e ricongiunte oggi attraverso appunto
lo scambio di “videolettere”. A Trieste si
vedranno in anteprima i primi 6 episodi
della serie. In giuria: Agnès Wildenstein
(Francia), Daria Menozzi (Italia), Tibor
Kocsis (Ungheria).
La sezione monografica di quest’anno sarà
dedicata a al cinema tedesco con "Update
Deutschland", una quindicina di film -
selezionati da Vincenzo Bugno - dedicati
all’onda nuova del cinema tedesco
contemporaneo Da qualche anno il cinema
tedesco sembra avere modificato la sua
immagine: in Germania si è sviluppato un
cinema di nuovi autori che si sono
gradualmente imposti a livello
internazionale, quali Christian Petzold,
Angela Schalenec, presenti al festival, e
altri che la manifestazione ci farà
scoprire.
Da segnalare l’Omaggio ai Guerman: un vero e
proprio “Ritratto di famiglia” rivolto a due
importanti cineasti russi, padre e figlio:
Aleksej Guerman Sr e Aleksej Guerman jr, ai
quali il festival dedica il primo omaggio
completo mai realizzato, presentando anche
l’ ultimo lavoro di Aleksej Guerman jr
Garpastum, in concorso proprio quest’anno
alla Mostra del Cinema di Venezia.
Ulteriore omaggio ad un’indimenticabile
personalità dell’est Europa è la
retrospettiva dedicata a BOHUMIL HRABAL, Il
cinema sul fondo – curata da Francesco
Potassio - che conclude un ampio progetto
avviato già nel mese di ottobre tra Trieste
e Udine. A quarant’anni dall’Oscar per il
film “Treni strettamente sorvegliati”,
tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore
ceco, il regista Jiří Menzel - per oltre
trent’anni unito a Hrabal da un proficuo
sodalizio artistico ed attualmente impegnato
sul set di “Ho servito il re d’Inghilterra”
- sarà atteso ospite del festival triestino.
Immancabili anche quest’anno le attese
proposte della sezione Immagini (con
Bonawentura/ MielaNext), che si è sempre
contraddistinta per il suo modo
caratteristico di raggruppare in un
"contenitore" le opere più diverse, senza
distinzione di formato, durata e supporto.
Cinema, video, clips, docu e docufiction,
incontri, videoproiezioni, musica, dj e vj
set, per vivere, vedere, ed emozionarsi
intensamente grazie a quello che il cinema e
le arti visive “esplose” stimolano e
sollecitano per tutto il festival.
L’inaugurazione della sezione è affidata a
JOHANNA di Kornél Mundruczó (giovedì 16 ore
20.30 Sala Azzurra), un film concepito e
scritto come un’opera lirica, contemporanea
e visionaria.
Nell’ambito degli ormai consueti incontri
tra cinema e scrittura, è previsto quest’anno
un confronto tra autori di reportage scritti
e autori di reportage filmati sul tema del
viaggio e dell’avventura, nella tavola
rotonda curata da Paolo Vecchi “IL
MOLTEPLICE VIAGGIARE”, a cui parteciperanno
registi, scrittori, sceneggiatori,
giornalisti e documentaristi, tra i nomi
attesi Davide Ferrario, Massimo Zamboni,
Paolo Rumiz, Monika Bulaj.
Molto ricca e articolata, anche in quest’edizione,
la sezione Zone di cinema, da sempre attenta
alla produzione locale e al Friuli Venezia
Giulia come set. Presenti otto lavori, tra
cui i cinque video selezionati dal pubblico
durante il recente concorso Anteprima Zone
di Cinema, e due progetti speciali:
l’anteprima nazionale dell’ultimo lavoro di
Gloria De Antoni “RITORNO AL TAGLIAMENTO,
con Franco Interlenghi e Antonella Lualdi
sui luoghi di Addio alle armi di Hemingway”,
e “La rosa rossa”, dell’amatissimo regista
Franco Giraldi. Il film, una delle più belle
e intense pellicole girate nella penisola
istriana, ben si collega al libro “Nata in
Istria” di Anna Maria Mori (Rizzoli
editore), di cui il festival ospiterà la
presentazione in prima assoluta, in un
incontro pubblico alla presenza della
scrittrice, di Pierluigi Sabatti, Ariella
Reggio, Elvio Guagnini e Marino Vocci
(mercoledì 24 gennaio, Caffè degli Specchi,
ore 11.30).
Da quest’anno due nuovi Premi vengono
inseriti nel novero dei riconoscimenti
ufficiali di Trieste Film Festival. Il
primo, Premio CEI, sarà assegnato dal
Comitato Scientifico Internazionale del
Festival all’opera – scelta tra i
lungometraggi i corti o i documentari in
concorso - prodotta in uno dei Paesi
dell’Iniziativa Centro Europea (INCE) che
meglio rappresenta la realtà contemporanea e
il dialogo fra le culture. Con il Premio
Musicfeel, invece, si offrirà al vincitore
del concorso cortometraggi la realizzazione
gratuita delle musiche originali per il
prossimo lavoro (cortometraggio) dalla
Musicfeel di Stefano Cretarola e Marco
Fedele (www.musicfeel.com).
LA SIGLA DI TRIESTE FILM FESTIVAL 2006
Fabrica, la nota officina creativa targata
Benetton, aveva realizzato la sigla di
apertura della scorsa edizione del festival;
quest’anno il testimone passa alla regista
georgiana Basa Potskhisvili in concorso
l’anno scorso nella sezione cortometraggi.
Lo spot parte dal suo cortometraggio JUST
TRY breve musical di due minuti interpretato
da una bambina che cantando in una sartoria
russa dove si stanno cucendo divise militari
“almeno prova” a ridisegnare la realtà
circostante attraverso il canto e la danza…
il risultato? 20 secondi di colori e musica
che ci catapultano nel cuore più pulsante e
vitale del cinema dell’est Europa. Un
crescendo di note e inquadrature sempre più
veloci porta al fotogramma finale: la
protagonista con le braccia aperte ad
abbracciare Trieste; come Alpe Adria Cinema
è riuscita e riuscirà a fare con le proposte
della 17a edizione del Festival, con la
soddisfazione e l’orgoglio di chi, come nel
mini musical della sigla, “almeno ci prova”…
notizie utili
accrediti
E’ possibile accreditarsi alla 17.ma
edizione del festival sottoscrivendo il
modulo presente sul sito ufficiale
www.triestefilmfestival.it: l’accredito (20
€) dà diritto all'ingresso gratuito a tutte
le proiezioni e al ritiro di una copia
omaggio del catalogo generale del festival.
La serata inaugurale è, invece, ad ingresso
gratuito.
FESTIVAL: TRIESTE FILM FESTIVAL
SEDE: TRIESTE, Cinema Excelsior, Teatro
Miela, Cinema Ariston
PERIODO: 19 – 26 gennaio 2006
INFO: Alpe Adria Cinema tel. 040.3476076 via
Donota, 1 (TS)
PREMI: Premio Trieste al miglior
lungometraggio in concorso (euro 5.000)
Premio Alpe Adria Cinema al miglior
documentario in concorso (euro 2.500)
Premio Fondazione Mediterraneo al miglior
cortometraggio in concorso
(euro 2.000)
Premio CEI (Central European Initiative)
(euro 2.500)
Premio Musicfeel
Premio del Pubblico al miglior film di
ciascuno dei 3 concorsi
INCONTRI: ogni giorno, i registi, gli attori
e i protagonisti del festival incontreranno
il pubblico e la stampa alle 12.00 al Caffè
degli Specchi di piazza Unità. Gli incontri
saranno condotti dallo scrittore Roberto
Ferrucci.
Info stampa: Volpe&Sain Comunicazione +39.040.762667
– 335.6023988
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