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20 - 23
OTTOBRE 2005 - ORTELLE (Lecce)
MAIALE IN FIERA
Odore di caldarroste, castagne tenute strette
fra le mani, perché riscaldino, ora che ormai il
freddo è arrivato. Il fumo della carne di
maiale, cucinata in occasione della festa, che
si diffonde per le strade. Un bicchiere di vino.
Fichi secchi, da conservare per l’inverno, e
peperoni, zucchine, melanzane che hanno rubato
qualche raggio di sole estivo. La festa di San
Vito è anche questo. Sono tradizioni contadine
che si rinnovano da tempo immemorabile, è la
magia dell’arrivo dell’inverno, che scivola
lento e si insinua fra il fumo degli arrosti e
la nostalgia dell’estate ormai finita. È il
ricordo di un tempo lontano, quando i contadini
si ritrovavano ad Ortelle per un grande mercato,
e mangiavano carne di maiale, la sera. È una
festa che da anni si ripete, conservando la
stessa magia, la stessa atmosfera, cogliendo il
significato di allora, e coniugandolo al
presente. E quest’anno gli organizzatori hanno
deciso di affrontare un passo importante,
stabilendo la cosiddetta tracciabilità del
“Maiale Salentino Or.Vi.” ai fini della
“Valorizzazione della carne suina tradizionale
di Ortelle”. L’obiettivo è quello “di
valorizzare la manifestazione sotto il profilo
storico-culturale e delle tradizioni attraverso
il ritorno alle vecchie tecniche di
allevamento”. L’identificazione delle aziende
che hanno contribuito alla formazione di un
prodotto alimentare, seguendo tutta la filiera
consente, infatti, di monitorare i flussi
materiali “dal campo alla tavola”, cioè dal
produttore della materia prima al consumatore
finale.
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