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Fiorente
provincia della Toscana, si raggiunge
facilmente poiché collegata all'Autostrada
del Sole (Casello di Arezzo) e toccata dalla
linea ferroviaria Milano-Firenze-Roma.
Arezzo, città dalle antiche origini
etrusche, di cui si conservano esempi come
la Chimera, appartenente al V secolo a.C.,
fu poi dominio romano (sec. IV-III),
raggiungendo un notevole sviluppo. Di quest'epoca
rimangono importanti tracce che potrebbero
interessarci da vicino e dare avvio alla
nostra visita.
Possiamo, infatti, cominciare a visitare la
città a partire dal Museo Archeologico,
(apertura feriale 9-14; festiva 9-13),
situato in Via Margaritone n.10 nei pressi
dell'Anfiteatro romano (sec. I-II).
Il Museo, disposto su due piani, consta di
15 sale nelle quali si possono ammirare
raccolte di monete, bronzi, statue, resti di
pavimenti romani, vasi greci ed etruschi ed
i "vasi corallini" caratterizzati da una
decorazione a rilievo e da una vernice di
colore rosa corallino, per i quali Arezzo fu
famosa nel mondo romano.
Una
volta visitati il Museo Archeologico e
l'Anfiteatro romano, possiamo dirigerci
verso Piazza Guido Monaco e
percorrere l'omonima via in direzione della
Piazza e della Chiesa di S.Francesco.
Quest'ultima, iniziata nella seconda metà
del '200 per volontà dei francescani,
completata verso la fine del 1300 ed
arricchita nei secoli XV-XVI con edicole,
cappelle e dipinti, è nota soprattutto
perché ospita gli stupendi affreschi della
"Leggenda della Vera Croce" di Piero
della Francesca. Il pittore, nato a Borgo
S.Sepolcro con ogni probabilità nel 1415, si
dedicò alla realizzazione di quest'opera
verso la metà del 1400 e realizzò i 10
riquadri che narrano la storia della Croce,
attualmente restaurati e visitabili su
prenotazione (rivolgersi APT). All'interno
della Chiesa, si ammirano anche la
Cappella Guasconi interamente affrescata
da Spinello Aretino verso la fine del 1300,
e la Cappella Tarlati che ospita
l'Annunciazione e i SS.Girolamo e Francesco
di Neri di Bicci, un'altra Annunciazione
attribuita a Luca Signorelli, il ciborio in
marmo (sec. XV) sul pilastro sinistro e la
Crocifissione di Spinello sulla parete
destra.
Dalla
Chiesa di S.Francesco, possiamo dirigerci a
destra verso Corso Italia per
continuare la nostra passeggiata in salita,
verso la Pieve di Santa Maria. E'
così che scopriamo una delle maggiori
espressioni dell'arte romanica in terra
aretina, di costruzione paleocristiana. La
prima "pieve" che ha subito vari
rimaneggiamenti, risale ai secoli IX-XI; la
ricostruzione avvenne, infatti, in forme
romaniche (tre navate, abside, cripta sotto
il presbiterio) verso la metà del XII
secolo.
Nel secolo XIII, fu rifatto
l'esterno con una facciata di stile
pisano-lucchese, mentre l'interno ebbe la
definitiva sistemazione odierna; la torre fu
terminata nel 1330. L'interno della Pieve, a
tre navate congiunte al presbiterio da uno
pseudo-transetto, rappresenta una
compenetrazione di forme romaniche e di
elementi gotici (colonne, pilastri a fasci,
arcate, finestre, capitelli), oltre ad
essere arricchito di edicole e cappelle.
Nella cripta a 5 navate con abside,
restaurata nel 1800, si conserva il
busto-reliquiario con il cranio di S.Donato,
patrono di Arezzo, ora presso il Museo
Diocesano.
Nel pomeriggio, possiamo riprendere
l'itinerario visitando Piazza Grande,
simbolo dell'Arezzo medievale e centro della
vita civile di allora. Piazza Grande, resa
famosa da molti spot pubblicitari ma
soprattutto dalla tradizionale Giostra del
Saracino, è adattata su di un piano
inclinato. Il lato nord della Piazza è
occupato dalle Logge del Vasari, (
pittore, architetto, storiografo e scrittore
nato ad Arezzo nel 1511), costruite nel
tardo Rinascimento; il lato ad est e quello
a sud, sono chiusi da case e palazzi
medievali tra i quali Palazzo Lippoli
e Palazzo Còfani. Il lato ovest, è
occupato dalla stupenda abside della Pieve,
dal Palazzo del Tribunale e da quello
della
Fraternita dei Laici. Come si nota,
partendo da Via G.Vasari e
percorrendo Piazza Grande in senso orario,
si contano 5 vie: Via G.Vasari dove
funzionò dal 1484 il Monte di Pietà con la
scalinata di Vicolo dell'Arco che offre uno
stupendo scorcio della Piazza; la Piaggia
di S.Martino, carica di resti di edifici
medievali; Via Borgunto che era
anticamente formata da scalini e conserva
una casa-torre degli ultimi anni del 1200;
Via Pescaia, anch'essa piena di resti
medievali inseriti nelle case o ricoperti
dagli intonaci; Via di Seteria popolata nel
1300 dalle botteghe dei setaioli.
Percorrendo verso sinistra le Logge del
Vasari e continuando in salita, osserviamo
sulla sinistra il Palazzo Pretorio
(sec. XIII-XIV), oggi sede della Biblioteca
Comunale e la casa natale di Francesco
Petrarca, sede dell'Accademia di Lettere,
Arti e Scienze, per giungere in prossimità
della Cattedrale di Arezzo.
Prima di visitarla, possiamo soffermarci nel
passeggio del Prato e proseguire fino
alla Fortezza Medicea che rappresenta
il fulcro della ristrutturazione della cinta
muraria di Arezzo, avvenuta a partire dal
1505. Infatti, in epoca rinascimentale
nacque l'esigenza di ridisegnare la Fortezza
che assunse la forma di stella proprio per
consentire una maggiore difesa della città;
il disegno fu realizzato da Antonio da
Sangallo "il Vecchio" negli anni 1538-60.
Torniamo dunque verso la Cattedrale, posta
sulla collina che domina Arezzo e da dove si
diramano a ventaglio verso il basso le
strade principali. Il Duomo, fu
costruito a partire dal 1277 sull'area di
una chiesa paleocristiana intitolata a
S.Pietro martire e la sua realizzazione durò
fino al 1510. Il suo interno (67m x 23m), si
svolge in tre navate ed ospita opere di
grande valore; nella navata destra si
osservano vari altari secenteschi, monumenti
funebri e affreschi, la Cappella del
SS.mo Sacramento, quella Maggiore e
quella di S.Silvestro. Nella navata di
sinistra, si ammira il capolavoro della
Maddalena di Piero della Francesca (1459 ca.),
la cantoria disegnata dal Vasari nel 1535 e
l'organo del cortonese Luca Boni, un altare
secentesco ed un affresco di Luigi Ademollo
(1800). Incontriamo inoltre la Cappella
della Madonna del Conforto, iniziata
dopo un prodigioso episodio avvenuto il 15
febbraio 1796 in seguito ad un terremoto che
aveva colpito Arezzo, nel quale la Madonna
fu vista piangere (gli aretini sono molto
devoti alla Madonna del Conforto), e la
Cappella del Battistero. Nella parte
alta, osserviamo le meravigliose vetrate di
Guglielmo de Marcillat tra le quali quella
della parete interna della facciata che
rappresenta la Discesa dello Spirito Santo
sugli Apostoli (1518).
Proprio vicino alla Cattedrale, in Piazza
della Libertà, possiamo osservare il
Palazzo Comunale, eretto nel 1333 ed
inizialmente sede dei Priori; l'unica parte
autentica dell'antica struttura trecentesca
è quella che dà su Via Ricasoli.
Prima di lasciare la parte alta della città,
è opportuno scendere per Via Sassoverde
fino alla Chiesa di San Domenico,
esempio di gotico lineare del XIII secolo
con campaniletto asimmetrico a vela, dove si
trova un mirabile Crocifisso di Cimabue.
Cimabue (1240-1302), dipinse il Cricifisso
aretino negli anni giovanili (1260 ca.)
prima di lavorare a Firenze ed Assisi. Il
Crocifisso si distingue per la decisione
delle forme: Cristo, nello spasimo della
morte, vincendo la posizione del corpo
ancora di tipo bizantino, sembra contrarsi,
curvarsi e irrigidirsi nella tensione
dell'ultimo respiro; la Vergine e Giovanni
Evangelista sembrano piegarsi e partecipare
al dramma del Cristo.
Non
possiamo considerare terminata la visita di
Arezzo senza aver visitato la Chiesa
rinascimentale di S.Maria delle Grazie,
a 5 minuti dalla città, costruita in pietra
arenaria fra il 1435 ed il 1445 in
sostituzione dell'oratorio già esistente. La
facciata è quasi completamente coperta dalla
loggia, gioiello artistico, opera di
Benedetto da Maiano, eretta negli anni
1478-82. All'interno osserviamo un grande
altare marmoreo costruito da Andrea della
Robbia ai primi del 1500 e l'immagine della
Madonna della Misericordia affrescata da
Parri di Spinello (1432-31) e circondata da
un festone di foglie e frutta in terracotta
invetriata policroma. |